Milano. Non è ancora stata posata la prima pietra, ma la futura casa di Inter e Milan ha già un’identità. Al Castello Sforzesco i due club hanno svelato il progetto del nuovo impianto, che si chiamerà Generali Stadium e prenderà il posto dello storico Meazza. Un annuncio che unisce architettura, business e sentimento, perché al centro del racconto c’è sempre lui: San Siro.
Il nome e l’accordo
La compagnia assicurativa sarà naming partner dello stadio e diventerà anche Official Insurance Partner di entrambe le società. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’intesa vale 650 milioni in 25 anni: 10 milioni annui nei primi cinque anni, quelli del cantiere, e 30 milioni annui per i venti successivi, per una media di circa 26 milioni a stagione. Un dato che mette l’operazione nella fascia alta delle sponsorizzazioni degli impianti europei. Milano Finanza parla invece di un accordo ventennale da 600 milioni, che corrisponde alla fase a pieno regime. Il comunicato ufficiale dei club, come ricorda DAZN, non indica cifre.
Il confronto con i grandi stadi del continente rende l’idea. Sempre il quotidiano sportivo cita il Riyadh Air Metropolitano dell’Atletico Madrid, circa 28-33 milioni a stagione ma con anche la maglia nel pacchetto, e lo Spotify Camp Nou, intorno ai 20 milioni annui. Più distanti Allianz Arena e Signal Iduna Park, ferme rispettivamente a circa 13 e poco più di 11 milioni.
Un’architettura che guarda ai tifosi
Il progetto porta la firma di Foster + Partners e Manica, gli stessi che vent’anni fa lavorarono al nuovo Wembley. La capienza prevista è di circa 71.500 posti su due anelli che avvolgono il campo a 360 gradi. Il segno distintivo è una struttura a X in cemento che attraversa la facciata e sostiene una copertura a doppia curvatura, con tecnologia fotovoltaica. Il cuore dell’idea, come hanno spiegato i progettisti, sono le curve: ogni settore dietro le porte ospita circa 11.700 spettatori su gradinate inclinate di 37 gradi, per avvicinare il pubblico al terreno di gioco. Un disegno pensato per amplificare rumore ed energia.
Più di uno stadio
Il Generali Stadium sorgerà all’interno di un quartiere di 281 mila metri quadrati, con aree verdi, spazi pubblici, tempo libero e shopping, e potrà ospitare anche concerti e altri eventi, dal football americano al rugby. David Manica ha promesso un San Siro “ancora più San Siro di prima”, mentre Norman Foster ha insistito sul fatto che l’essenza di un grande stadio sono i tifosi, e che il progetto guarda al futuro senza dimenticare la storia. Un tratto umano che emerge nelle parole dei progettisti, secondo cui San Siro è prima di tutto una sensazione da trasmettere.
Tempi e prossimi passi
La tabella di marcia prevede l’avvio dei lavori nel 2028 e la prima partita nella stagione 2031-32, come riportano Sky Sport e DAZN, sempre subordinatamente alle autorizzazioni. Milano Finanza indica invece l’avvio dei lavori nel 2027 e sottolinea che questa tempistica permetterebbe di ospitare le gare dell’Europeo 2032, organizzato da Italia e Turchia. Secondo MilanoToday, la presentazione arriva prima della scadenza del primo novembre per le osservazioni alla Valutazione ambientale strategica, ed era stata sollecitata dal sindaco Giuseppe Sala.
Per Inter e Milan è un passo strategico: uno stadio di proprietà, condiviso, capace di far crescere ricavi, ospitalità ed eventi e di avvicinare i due club ai grandi nomi d’Europa.
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