
Nel panorama del calcio giovanile, tra sogni di gloria e modelli da emulare, c’è chi sceglie un’altra via: quella dell’educazione attraverso lo sport. È il caso della Virtus Alife, una realtà che affonda le sue radici nei valori autentici del gioco e che, sotto la guida di Mister Angelo De Balsi, è diventata molto più di una scuola calcio.
Non un semplice centro sportivo, ma una “famiglia sportiva”, dove ogni bambino trova un ambiente accogliente, educativo e stimolante. Dall’affiliazione alla SSC Bari al voucher sportivo che garantisce inclusione, passando per l’emozione di un inno cantato con le lacrime agli occhi, De Balsi ci accompagna dentro un progetto nato dal cuore, e cresciuto con passione, sacrificio e visione.
Mister De Balsi, come nasce il progetto Virtus Alife?
«La Virtus nasce da un’esigenza profonda: dare ai nostri bambini e ragazzi un ambiente sano dove poter crescere. Non solo come atleti, ma come esseri umani. Siamo partiti con pochi iscritti, tanto entusiasmo e la voglia di fare le cose bene. Oggi siamo una vera e propria famiglia sportiva.»
Cosa distingue la vostra scuola calcio dalle altre?
«Qui si lavora prima sulle persone e poi sui calciatori. I nostri ragazzi imparano a giocare, certo, ma anche a rispettarsi, a collaborare, a gestire le emozioni. Per noi lo sport è un mezzo per trasmettere valori, non un fine.»
Il termine “famiglia sportiva” è molto forte. Cosa significa per voi?
«Significa esserci, ogni giorno. Significa ascoltare i genitori, accompagnare i ragazzi nei momenti belli e in quelli difficili. I nostri allenatori sono educatori, prima che tecnici. Qui nessuno è solo: siamo una squadra dentro e fuori dal campo.»
Siete affiliati alla SSC Bari: un bel traguardo…
«Una grande soddisfazione. L’affiliazione è arrivata dopo un percorso serio, costruito nel tempo. È un riconoscimento della qualità del nostro lavoro e un’opportunità concreta per i nostri talenti. Apriamo una porta sul professionismo, mantenendo i piedi ben piantati nel nostro territorio.»
Come si articola l’offerta formativa per le varie categorie?
«Partiamo dai Piccoli Amici e arriviamo ai Giovanissimi, seguendo un percorso calibrato su età e sviluppo psicomotorio. Ogni gruppo ha obiettivi tecnici, ma anche educativi. I mister lavorano in sinergia, con continui aggiornamenti e confronti.»
E i numeri? Quanti sono i ragazzi coinvolti quest’anno?
«Quest’anno sono tanti gli iscritti, un traguardo straordinario per una realtà come Alife. E il bello è che molti tornano, crescono con noi. È il segnale che qualcosa di buono lo stiamo facendo.»
Cosa significa per voi ricevere il voucher sportivo dalla Regione?
«È un’iniziativa lodevole, che ci permette di accogliere anche bambini con famiglie in difficoltà. L’accessibilità allo sport deve essere un diritto, non un privilegio. E noi vogliamo che nessuno resti fuori.»
Qual è il momento più bello che ricorda da quando ha iniziato?
«Ogni sorriso dei bambini è un momento bello. Ma se devo sceglierne uno, direi la prima volta che abbiamo visto i nostri piccoli in maglia gialla cantare l’inno con le lacrime agli occhi. Lì ho capito che la Virtus era diventata qualcosa di speciale.»
Quando si riparte e con quali obiettivi?
«Ripartiamo il 1° settembre al campo “Marco Spinelli”. L’obiettivo? Fare ancora meglio. Crescere, sì, ma senza perdere la nostra identità. Restare “di cuore”, sempre. E vedere i ragazzi tornare a casa felici. Per noi quella è la vera vittoria.»
Un messaggio finale alle famiglie e ai bambini che stanno scegliendo dove iniziare a giocare a calcio?
«Venite a conoscerci. Venite a vivere la Virtus. Qui non troverete solo un pallone, ma un ambiente dove i vostri figli potranno crescere con il sorriso, nel rispetto e con passione. Noi ci siamo. E vi aspettiamo a braccia aperte.»