Certe storie nel calcio non sono drammi. Sono proprio commedie. Di quelle un po’ grottesche, dove tutti sanno tutto… tranne il protagonista.

La rottura tra il Trauni e mister Achille Grieco rientra perfettamente in questo genere teatrale: “la promozione senza riconferma”.

Perché sì, partiamo da un dettaglio secondario — giusto un’inezia: Grieco ha firmato una cavalcata mostruosa, una promozione costruita con numeri, gioco e identità. Roba che in altri contesti ti fanno pure la statua fuori dallo stadio. Qui invece… silenzio.

La nostra redazione, va detto senza falsa modestia, aveva già fiutato tutto da tempo. L’aria era quella tipica: sorrisi di circostanza, pacche sulle spalle e quella frase immortale del calcio dilettantistico: “stiamo valutando”. Tradotto: stiamo guardando altrove.

E mentre una parte della dirigenza “valutava”, nessuno trovava il tempo — o il coraggio — di dirlo al diretto interessato. Un dettaglio, evidentemente.

Il “capolavoro” della società traunese, però, arriva quando mister Grieco rassegna le dimissioni…

Un vero colpo teatrale da fare invidia al miglior attore internazionale…

La nostra redazione pubblica l’articolo. Il castello di carte trema. E improvvisamente tutto accelera: Grieco capisce, prende atto, e fa la cosa più dignitosa possibile — si dimette.

Sipario? Non ancora.

Perché la società, con tempismo degno di un velocista olimpico, coglie la palla al balzo e sforna il comunicato di ringraziamento. Elegante, istituzionale, perfetto. Peccato arrivi dopo.

E allora la domanda resta lì, sospesa, quasi ingenua:
non sarebbe stato più semplice — e soprattutto più dignitoso — dirlo prima?

Nel calcio, si sa, conta vincere. Ma anche saper perdere stile.
E in questa storia, qualcuno ha vinto il campionato… qualcun altro, invece, ha perso una grande occasione.